Inserito da: zawanera | Febbraio 19, 2008

Un’altra tesi.

L’abbiamo finita domenica mattina alle 5.
Non lo so nemmeno io come ho fatto ad arrivare fino a quell’ora lottando con word e i grafici di excel.
Però ce l’abbiamo fatta.
Nicola continua a ripetermi che senza di me non avrebbe saputo dove mettersi le mani.
Io continuo a pensare che senza il suo entusiasmo non ce l’avrei fatta nemmeno io.
Son cose strane le tesi, soprattutto quando non sai cosa siano. Non sai dove cominciare, come finire, cosa dire, ammesso poi che tu sappia cosa stai facendo.
E con le tesi sperimentali è ancora peggio perchè hai solo numeri, montagne di dati che non sai come far parlare.
Poi arriva l’intuizione giusta.
E tutto acquista senso.
La scoperta del nuovo è quasi inebriante.
“Adesso capisco come si sentono i grandi ricercatori” mi ha detto guardando dei grafici.
“Non è necessario essere grandi per provare il piacere della scoperta”

Proprio una bella tesi.
Certo, Nico’ lasciatelo dire, 35 pagine di introduzione per quanto interessanti erano troppe, anche perchè non introducevano a un bel niente.
Però adesso ce l’hai.
Un buon lavoro e probabilmente anche un 110 e lode.
Ma quello che conta veramente è quanto tu sia entusiasta e soddisfatto di ciò che hai fatto.


Risposte

  1. [...] sconosciuto: Son cose strane le tesi, soprattutto quando non sai cosa siano. Non sai dove cominciare, come finire, cosa dire, ammesso poi che tu sappia cosa stai facendo. E con le tesi sperimentali è ancora peggio perchè hai solo numeri, … [...]


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